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Al making Cosmetics si parla di halal

(FIM) Il 22 e 23 Novembre é andato in scena, al MiCo di Milano, l’evento Making Cosmetics, esposizione internazionale dedicata alla formulazione, sviluppo e realizzazione dei prodotti cosmetici. All’interno dei due giorni si é parlato anche di cosmestica halal, precisamente durante la conferenza dal titolo “ Halal e cosmetica: come e perché”. All’esposizione era presente l’Ispe Institute, che si occupa di test cosmetici per valutare efficacia, tollerabilità e analisi sensoriale dei prodotti, e che ha puntato l’attenzione sul sempre più importante settore della cosmetica halal.

L’istituto propone la certificazione halal per i prodotti cosmetici e per gli ingredienti primari, in modo da accompagnare le aziende italiane ad accedere al mercato islamico. E’ stato infatti ufficialmente autorizzato da parte dell’ente normatore WHA ad assistere le aziende nell’iter di certificazione che permette di ricevere l’attestazione di conformità dei prodotti alle norme halal, e la relativa concessione all’uso del sigillo. Il logo della certificazione halal è sinonimo di liceità del prodotto, e va nella direzione di accontentare la domanda di cosmesi da parte dei consumatori di credo islamico. Il mercato potenziale è stimato in quasi due miliardi di consumatori, più della metà dei quali sotto la soglia dei 30 anni, per un mercato annuale di circa 13 miliardi di dollari ad un tasso di crescita annua del 12%. 

La cosmetica halal non si basa solo sull’esclusione di alcool o di derivati animali, ma nella verifica di tutta la filiera produttiva affinchè nessun prodotto entri in contatto con materiali haram, cioè ritenuti proibiti dalle regole della Shariah, la legge islamica. L’esposizione al MiCo é stato un momento importante per presentare le potenzialità disponibili per le aziende italiane, che da sempre si distinguono nel settore della cura della persona per la qualità dei cosmetici, delle materie prime e del packaging. Ad oggi, la certificazione halal dei prodotti permette la libera circolazione nel mercato mondiale, e diventa requisito indispensabile per superare le dogane di alcuni paesi a maggioranza islamica. 

Secondo le stime 2015 di Pew Research, il mercato italiano vedrà crescere del +102,1% in 20 anni la popolazione di fede musulmana fino a raggiungere i 3,2 milioni di individui nel 2030, motivo per cui le grandi aziende del settore non potranno più prescindere dalle esigenze culturali ed etiche di questi consumatori.

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