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Beni culturali Islamici Italiani: dodici secoli di relazioni

Se volessimo fare un indagine sull’immaginario collettivo degli italiani circa la presenza nel suolo europeo dell’Islam, e delle civiltà di cui esso è stato espressione, difficilmente troveremmo una consapevolezza storica che vada oltre le problematiche legate agli odierni processi migratori, o all’immagine stereotipata dei temibili corsari saraceni.

Eppure, il rapporto tra Europa e Islam non è stato un mero elenco cronologico di eventi militari, e sono ormai innumerevoli gli studi accademici che hanno messo in luce i secolari scambi commerciali, diplomatici, e culturali intercorsi tra le due sponde del Mediterraneo. Non solo: non meno del mondo greco-romano e di quello giudeo-cristiano o illuminista, l’Islam è a pieno titolo un elemento delle tanto controverse “radici” dell’Europa, se si tiene conto che una larga parte del Continente (si pensi all’Andalusia moresca o alla Rumelia ottomana) ha vissuto per secoli sotto l’egida della Mezzaluna, divenendo fucina di civiltà e culture tanto “musulmane” quanto “europee”. Civiltà – giova ricordare – la cui esistenza non si situa affatto nel solo passato, dal momento che diverse zone del Caucaso e dei Balcani sono ancora oggi prevalentemente abitate da cittadini di fede islamica, e che la stessa lingua ufficiale di uno degli stati membri dell’Unione Europea (Malta) è, a tutti gli effetti, un dialetto della lingua araba classica.

L’Italia, come sempre quando si tratta di vicende mediterranee, è culla e ricettacolo di gran parte di tale eredità: come non ricordare, ad esempio, i 400 anni di presenza araba in Sicilia (la metà dei quali di effettivo dominio politico e religioso), che tanto hanno segnato l’evoluzione culturale e materiale dell’isola? E come non tener conto della feconda e duratura presenza araba e turca nel meridione italiano, sulla quale nuove luci sono state gettate proprio in questi giorni da una felice pubblicazione di Antonio Maurizio Loiacono, ricercatore presso l’Università di Messina?

Giunge, quindi, altamente attesa e gradita la conferenza dal titolo “BENI CULTURALI ISLAMICI ITALIANI: DODICI SECOLI DI RELAZIONI’, che si terrà sabato 14 ottobre a Torino. L’evento, patrocinato dalla sindaca di Torino e da ASSAIF (Associazione per lo sviluppo di strumenti alternativi di innovazione finanziaria) di Milano, si presenta come “un viaggio attraverso il patrimonio storico-artistico-architettonico islamico presente in Italia, per raccontare le storie intrecciate tra Cristianità ed Islam, e tra occidente ed oriente, attraverso una serie di iconografie coinvolgenti”.

Progetto dall’innegabile valore culturale – certo – cui tuttavia non sfuggono le potenzialità di ricaduta economica a beneficio del territorio. Nelle intenzioni degli organizzatori, infatti, vi è la chiara consapevolezza del fatto che “la valorizzazione dei beni culturali oggi è un asset privilegiato per lo sviluppo sostenibile, il turismo e l’innovazione del ‘sistema paese’. Il design per i beni culturali, insieme alle attività di restauro e conservazione e all’attivazione di buone pratiche di partecipazione, inclusione, e confronto possono offrire i mezzi per mettere in rete e rendere fruibile questo patrimonio così poco conosciuto”.

Il convegno rientra nelle attività del Turin Islamic Economic Forum, il progetto della Città di Torino, Camera di commercio di Torino, Università degli Studi di Torino e ASSAIF, che promuove iniziative ed eventi legati alla finanza islamica per l’integrazione e lo sviluppo economico e sociale del territorio torinese. Esso farà parte della più ampia iniziativa “Torino Design City”, nel cui sito è possibile trovare l’intero programma degli eventi, ai quali parteciperanno alcuni dei più importanti designers del mondo.

La conferenza si terrà presso la Sala Giolitti del centro congressi “Torino Incontra” in via Nino Costa 8, e vedrà la collaborazione dei seguenti relatori: Marco Galateri di Genola (moderatore), Maria Giovanna Stasolla  (professore ordinario di Storia dei Paesi Islamici, Università di Roma Tor Vergata), Valentina Colonna (PhD Storia dell’arte islamica, Università di Roma Tor Vergata), Elena Dellapiana (professore associato, dipartimento di Architettura e Design, Politecnico di Torino), Stefano Trucco (presidente del Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”), e Alberto Brugnoni (managing partner, ASSAIF).

Un appuntamento decisamente da non perdere!

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