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La cosmesi halal per il consumatore musulmano




Con il termine “cosmesi halal” si indicano i cosmetici in commercio formulati con ingredienti ritenuti leciti dalla religione islamica e, pertanto, acquistabili da parte del consumatore musulmano. Per cosmesi halal si intende, quindi, tutta la filiera legata ai cosmetici (dalla produzione alla confezione, allo stoccaggio e alla distribuzione) che segue i requisiti dei dettami coranici.

Sono da considerarsi leciti tutti quei prodotti ingeribili, iniettabili, o che entrino a contatto con il corpo umano tramite le mucose e i pori della pelle, che abbiano determinate caratteristiche. Il divieto islamico del consumo di carne di maiale o non macellata in una certa maniera è ben noto, così com’è noto il divieto del consumo di alcol e sostanze inebrianti. La questione si fa più complessa quando entriamo nel merito delle sostanze derivate da quanto summenzionato, e frequentemente utilizzate per la creazione di profumi, saponi, e prodotti cosmetici, in merito alle quali i pareri degli studiosi musulmani della Shari’ah si diversificano. Altri dibattiti molto forti in seno agli studiosi riguardano la legittimità dell’utilizzo di OGM, la procedura dell’estrazione degli olii essenziali, o i test animali in fase di sperimentazione di un prodotto. In ogni caso, si comprende molto facilmente come la cosmetica halal riserva molta attenzione a quanto possa essere scritto sulle etichette di saponi, shampoo, creme e lozioni per il corpo, ecc.

Alle interpretazioni su ciò che è ritenuto halal o haram si aggiungono le considerazioni su ciò che è “mashbooh” (dubbio), e di cui non è facile stabilire la natura lecita o illecita. In tali casi, il consumatore musulmano è generalmente consigliato di astenersi per scrupolo, sebbene spesso non vi siano proibizioni esplicite.

Lipstick_and_other_cosmetic_equipment

L’80% dei cosmetici commercializzati nei paesi musulmani proviene dall’Europa, e una buona parte dell’export vede protagoniste una parte di aziende italiane che già dispongono di una certificazione halal. Si tratta, anche qui, di un mercato in forte espansione, se si considera soprattutto l’attenzione che la cultura araba riserva alla cura del corpo, e ai continui scambi di informazioni tra il mondo mediorientale e le altre sponde del Mediterraneo. La popolazione musulmana è giovane e in forte crescita, utilizza i social network e vuole essere alla moda, ma sempre nel rispetto della propria religione. In nazioni come Yemen e Arabia Saudita il 60% della popolazione ha meno di 18 anni, e in quelle vicine i trend demografici sono comunque positivi e incoraggianti per i decenni a seguire.

Al momento, il consumatore musulmano non è iper-selettivo, ma esprime comunque una preferenza per un prodotto certificato rispetto ad un prodotto privo di indicazioni. La selezione e attenzione che sono alla base della produzione dei cosmetici halal, insieme al suo ampio utilizzo di ingredienti naturali ne fa, inoltre, un mercato apprezzato anche dai non-musulmani, e un punto di riferimento per i consumatori ecologisti, vegetariani, vegani, o per coloro che soffrono di particolari allergie.

Se la cosmesi halal prenderà piede nella grande distribuzione italiana, una buona parte delle studentesse musulmane fuori sede, ad esempio, potrebbe iniziare con molta probabilità a preferire mete come Roma e Milano a metropoli come Parigi, Londra, o perfino agli States.

Luigi Santovito

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