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Cover Magazine- 1st issue

C’eravamo lasciati la scorsa settimana con una finestra sulla Istanbul Modest Fashion week, ma ancora tempo addietro ero andata curiosare in merito all’uscita di una nuova rivista..un’uscita che si sarebbe realizzata proprio in concomitanza con la IMFW. Mi ero segnata l’appuntamento in agenda e finalmente tra le email Promotions della posta, l’alert è arrivato. Il 13 Maggio scorso è stato presentato a Dubai il magazine pioniere del modest fashion, Cover Magazine. La sala di un rinomato albergo degli emirati, delle tavole pieni di fiori, le icone che richiamo la copertina su ogni centro tavola. La madrina, nonché presidente della rivista e Islamic Fashion and Design Council, Alia Khan, ha fatto così il suo debutto. Un aspetto da non sottovalutare in questa rivista è la rotazione dell’Editor in Chief, ed è un elemento che indubbiamente dà valore aggiunto: colei che ricoprirà questo ruolo potrà dare una sua visione, una chiave di lettura, che difficilmente sarà uguale alle precedenti. Pertanto la novità e la curiosità mi porterà a tornare su questi sentieri.

Quale occasione migliore di una domenica pomeriggio, dopo aver archiviato la sessione “doveri”, nel proseguire con il piacere della lettura. Se dovessi parlare in termini organizzativi di impresa , direi che il magazine ha un’impronta divisionale per area geografica; è diviso tra Europa, Asia , Americhe, con un focus specifico sulle modest ambassadors in ogni area continentale.
Cover mag può essere tradotto in una piattaforma, un media globale che accomuna stile, interessi, informazioni, racconti e biografie dei designer di riferimento, così da raccogliere quello che finora si era trovato random nel web a proposito di Modest.
Rispecchia il senso della moda in viaggio, un percorso continuo, perpetuo, sempre sull’attenti a quello che può dare l’incipit per raccontare nuove avventure.

E’ interessante capire come in Malaysia il Modest fashion riconosca il suo boom, tanto che vi sono agenzie di PR ed acceleratori di imprese per portare i designers e brand in erba, da local a global. Nella sezione Middle East mi sono persa nella bellezza dei racconti del percorso di Amber Feroz, nel mix di modesty e avant garde, in cui proprio la bellezza di una donna viene valorizzata partendo dalla sua personalità, dal suo essere donna, trasferendola nel concetto di stile. Nella sezione Europe mi hanno ispirato le parole di Iman Aldebe, che in Svezia ha dato vita al primo brand muslim, affrontando critiche, occhi perplessi, ma restando ferma e fedele alla sua volontà di rappresentare una donna di classe e indipendente.
Ritrovo alcuni volti già incontrati durante la Jakarta Fashion week e il London Fashion Showcase , Odette Steele e Nelly Rose, che raccontano della loro avventura nell’approccio che le ha portate a realizzare e a portare in una passerella Europea e per prime, una collezione modest, non più focalizzata sul total black, ma lasciando spazio a fantasie eclettiche. Con loro condivido un messaggio positivo: la moda, grazie alla forza dell’impatto visivo, ha la capacità di provocare un cambiamento positivo.
Da Londra andiamo in Russia a incontrare il brand ARAIDA, piacevole scoperta della ultima Mercedez Benz Fashion Week di Mosca, con abiti e tagli dalle declinazioni Modest ma accessibile a tutte le tipologie di consumatrici,andando a scoprire le diverse interpretazioni in cui il modest, tramite colori e tessuti, si presenta in un fertile territorio come quello russo. Poi Africa, Turchia, USA, fino in Australia, con un raffinato editorialeModesty Caravan , tenendo sotto controllo le blogger e digital infuencer di spicco, non dimenticando che la moda coinvolge anche il lifestyle, lo sport, con la collezione activewear vista a Istanbul di Mumine, infine consigli per far crescere il proprio brand con tips di esperti del settore.

Integrazione, consapevolezza, rispetto, cambiamento e condivisione di uno sforzo congiunto; queste le parole che come in una tag cloud prendono forma nelle interviste ai differenti rappresentanti del IFDC nel mondo.

A chi ama la scoperta, a chi è curioso, buona lettura con Cover Magazine e in bocca al lupo ai prossimi Editor in Chief 😉

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