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Halal test: un modo pratico per una dieta halal

La diffusione della tecnologia viene spesso in soccorso del consumatore, fornendo consigli utili su prodotti e servizi di uso quotidiano, come ultimamente sta succedendo anche per il mondo musulmano col proliferare di app in chiave halal.Screen Shot 2015-09-16 at 10.48.55

Dalla Francia arriva invece un test che non passa da smartphone, ma si basa sulla pratica. E’ stato messo in vendita on-line, infatti, un Halal test, il cui obiettivo è scoprire nel giro di pochi minuti se un cibo contenga o meno carne di maiale. Il funzionamento è molto semplice: si preleva un campione di cibo con un bastoncino, e lo si immerge in un contenitore contenente acqua tiepida: se il risultato è di una tacca significa che il cibo non contiene tracce di di derivazione suina; se il responso è di due tacche, invece, si tratta quasi certamente di carne vietata ai credenti musulmani.

Il test è stato messo in piedi dalla società Capital Biotech, che sta ora pensando ad una versione più evoluta, in grado di indicare se l’animale è stato macellato secondo il rituale islamico. In pratica il test permetterà, tramite l’analisi dell’ossigenazione del sangue dell’animale, di capire se lo stesso è stato dissanguato come prescritto dal codice alimentare islamico o meno.

Il test, un comodo apparecchio usa e getta messo in piedi da due giovani imprenditori, permette in soli dieci minuti di definire se il cibo è  halal o haram per i praticanti musulmani, sfruttando la comune reazione antigene-anticorpo. L’Halal test permette, inoltre, di capire se all’interno di una bevanda sia presente alcool o meno. In caso positivo il bastoncino avrà un colore verde scuro, in caso negativo assumerà un colore giallo.

Una piccola vittoria per il consumatore musulmano, dopo alcuni scandali su macellazioni discutibili, che hanno richiesto la necessità di fare chiarezza su un mercato che si avvale alle volte di enti di certificazione non ritenuti all’altezza del consumatore. Difatti, la Francia è un mercato molto sensibile al tema del commercio halal, se si tiene conto del fatto che essa è abitata da 5 milioni di musulmani, di cui almeno il 50% dichiara di consumare solo carne halal.

Sulla scia dell’halal test è arrivata la notizia che dei ricercatori di Selangor starebbero mettendo a punto un kit dotato di un sensore elettronico, denominato “pork-detector”, per rilevare eventuali tracce di suino negli alimenti. Questo test sarebbe valido non solo per la filiera alimentare, ma anche nell’analisi dei cosmetici, con un margine di errore dello 0.0001%.

La diffusione di halal test usa e getta (o di versioni più hi-tech) permetterà in futuro ai musulmani di avere la certezza di poter seguire una dieta halal, mettendo fine al verificarsi di scandali sul mercato da parte di gruppi che vogliono solo fare operazioni di facciata.

Luigi Santovito

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