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Il progetto multiculturale di My Foul’art

(English version below)

Durante l’ultima settimana dell’alta moda a Parigi non ho avuto tempo di dare una vera e propria occhiata in giro. Avevamo giù in precedenza visto cosa accadeva durante l’Oriental Fashion Show Primavera-Estate nella settimana della moda parigina di Febbraio , ma questa volta quello che ha catturato la mia attenzione durante mio viaggio in Francia è stato un importante e interessante progetto; intendo un progetto artistico, di moda.. così ho pensato che ne valesse proprio la pena parlarne. Adoro curiosare tra Instagram e The Shukran , perché le immagini hanno sicuramente un grande potenziale: se hai avuto una brutta giornata, può ritrovare il sorriso in alcune foto sorprendenti o se stai cerando qualcosa, puoi imbatterti in qualcosa che nemmeno sapevi potesse esserci. Così curiosando tra le foto qua e là ho incontrato questo bellissimo progetto: My Foul’art.

Non avete letto male, My foul’art richiama la parole francese Foulard, come francesi sono le 4 sorprendenti e fantastiche donne dietro a questo progetto, con le quali mi sono seduta a fare quattro chiacchiere. L’idea è partita due anni fa, quando Emma, la portavoce del gruppo, era insieme a una cara amica e discutevano in merito all’hijab. La sua amica le mostrò il mondo delle Hijabiste su Instagram e per la prima volta Emma venne a conoscenza dei centinaia di modi differenti in cui il velo o foulard può essere portato e soprattutto la bellezza nell’indossarlo.

Vivendo in Francia, Emma vedeva molte donne musulmane che soffrivano per i pregiudizi e relative discriminazioni, spesso perché le persone sono messe le une contro le altre e ancor di più sono spaventate da ciò che non conosco. E’ proprio questa situazione che ha portato Emma a riflettere e prendere la decisione che era arrivato il momento di fare qualcosa. Una sua amica, Nadia, già da tempo portava il turbante e sposò la causa di Emma, aiutandola nell’organizzare un evento in cui l’arte di portare il velo venisse valorizzata, partendo dalla sua creazione e arrivando a coloro che lo indossano. Pensiamoci bene, quante donne nei loro armadi possiedo un velo, un foulard ? Ognuna di noi! Solo che lo portiamo in maniera differente. Da questo concetto, l’idea di trasformare il velo in un mezzo per unire le persone..ma come? Con una settimana del’Hijab? con un blog? Non propriamente. Quello che aveva in mente Emma , era di far scoprire alle persone le differenti sfumature del velo o foulard, le sue origini e stili nel corso degli anni.

L’aspetto principale era di celebrare la diversità e di promuovere il rispetto gli uni verso gli altri all’interno della società multiculturale in cui viviamo. Così poi arrivò in aiuto anche l’amica Assita insieme a Jennifer, che aveva già conosciuto durante l’evento di un’altra cara amica DK, “Osez le Foulard”, movimento in cui veniva promosso e insegnato come portare velo come turbante, secondo lo stile africano. Ed è così che insieme alla sua associazione Les Passerailes de Rosa , associazione per la diversità culturale e sociale delle donne e i giovani, Emma lancia nel 2014 il suo progetto My Foul’art. La bellezza di questo progetto è proprio nel suo intento sociale: crescere e promuovere la sensibilizzazione e la tolleranza, combattere i pregiudizi e la discriminazione, ma anche dare visibilità alle piccole comunità di artigiani e al business internazionale che ruota attorno alla produzione e sviluppo del velo, creando così a Parigi una sorta di hub principale del mondo fashion del foulard. Non solo, My Foul’art rappresenta una tavola rotonda a cui siedono diverse culture e questo aspetto oggi più che mai è cruciale nel processione di integrazione e comunicazione tra popoli e culture. Nelle foto, articoli e post pubblicati sulle loro pagine social, il foulard o velo che si voglia chiamare, ci porta a scoprire i differenti stili in cui questo è stato indossato attraverso i tempi, le culture , le mode, i diversi colori, tessuti, indossato come un turbante , combinato con un vestito Modest, legato attorno al collo o alla nostra borsa di ogni giorno.

Schermata-2016-07-13-alle-23.51.32.-jpgIl progetto My foul’art project coinvolge quattro temi: moda, cultura, religione, salute. Nel modo della moda, il velo o una sciarpa, permette a tutte le clienti di ogni generazione di modellare il proprio look in base a stili e gusti. Pensiamo al famoso carré di Hermès oppure alle più recenti collezioni in cui troviamo i foulard, come Dolce & Gabbana, Isabel Marant, Burberry, Balenciaga. Culturalmente, nelle aree dell’Africa Sud-Sahariana, il foulard è parte dell’eredità della cultura e della tradizione locale, indossato come copricapo è simbolo di femminilità e a seconda del modo che lo si indossa si dà un determinato messaggio della propria personalità. Oppure, pensiamo alla cultura giapponese dove c’è il furoshiki, velo da sposa usato per le cerimonie importanti. Sui social network, vediamo donne Musulmane che hanno creato i movimenti fashion Hijabista & Turbanista, dimostrando che portare il velo non è uno svantaggio, ma una scelta che può integrarsi con i costumi e la moda che si desidera. Infine l’aspetto legato alla salute, in cui indossare un foulard come copricapo rappresenta una alternativa per coloro che combattono il cancro e affrontano con grande forza cure che le porta alla perdita dei capelli.

Ogni donna ha il diritto di sentire la sua femminilità! Il progetto di Emma unisce la moda alle iniziative più culturali e sociali e come lei afferma “ ogni progetto di moda o di cultura/arte trova ispirazione da determinati usi, costumi e ricorrenze locali, che hanno una certa influenza nel modo in cui percepiamo il nostro ambiente. Determinati usi che non conosciamo possono scuotere la nostra curiosità o farci timore e così influenzare i nostri rapporti sociali in un senso positivo o negativo.”

My Foul’Art accomuna un po’ tutte le donne del mondo, determinate a costruire il loro ambiente partendo dal capire e conoscere cosa le circonda. E’ per le donne di carattere, che non hanno timore a presentarsi con il loro stile ..e Shahrazad supporta senza alcuna esitazione queste grandi donne! My Foul’art ha molte novità in serbo e nuove iniziative, ma per scoprirle dovremmo attendere il nostro prossimo incontro con Emma, magari durante un evento speciale, che di certo non mancheremo.

Merci!

 

Fashion project- the multicultural My Foul’art

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It’s Haute Couture Fashion week time in Paris, but I didn’t get the chance to have a proper look around. We spent a great post about the latest Oriental Fashion Show during the SS Paris fashion week, but this time what took my attention in France was a great and important project, I mean an artistic/fashion project…so I thought I will be worthy to talk about it. I love browsing on Instagram and on The Shukran , because images have a great potential indeed: if you really had a bad day, you could find back your smile or if you are looking for something interesting, you might find it.
That’s how I came across a beautiful project : My Foul’art.
You’ve not misread, My foul’art reminds to the French wordfoulard , as French are the 4 amazing and great women who are behind this project, with whom a sat down for a great chat.

The idea started 2 years ago, when Emma, the spoke person of the group, was with a dear friend and discussing about the hijab. Her friend showed Emma the Hijabistas world on Instagram and for the first time she discovered thousands of ways to tie a scarf and especially the beauty in wearing it.
While living in France, she was seeing veiled Muslim women suffering from prejudices and discriminations. People are put against each other and they are often scared of what they do not know. This situation brought Emma to the decision it was the right time to react! Her friend Nadia was already wearing a turban and she help Emma to build up an event to highlight the scarves art, from craftsmen to those who wear it.
Well…how many women do have a scarf in their closet? Everyone, they just use it in a different way!
From this concept, the idea to bring the scarf as a vehicle that could really bring people together…and the question was: how? By organizing a “hijab fashion week” ? A blog?
Not properly.. Emma’s aim was to make people discover different shadows of the scarf, its origins and styles through ages. What matters for her was to celebrate diversity and to invite everyone to respect each others among a multicultural society. Style and fashion need education and cultural interactions to be brought at a higher stage.
Later on her friend Assita came to help and to support Emma’s project, together with another mate, Jennifer, whom she met at the event “Osez le Foulard” , where her friend DK, also founder of the movement, was teaching how to tie a scarf in African style.

Together with her association Les Passerailes de Rosa , an Association for Cultural Diversity and Social Inclusion for women and youth, Emma launched in 2014 the My Foul’art project!
The beauty of this project lies in its social intent: to arise awareness and tolerance, to fight against prejudices and discrimination and also to give visibility to community artisans and to support the international scarf business, by creating in Paris the bulk of the foulard fashion business.
But not only, My Foul’art represents a discussion table between cultures, especially nowadays when integration among people and cultures is crucial.
In the pictures, article and post published online and through the main social networks, the foulard brings to the discover of the scarf through different times, cultures and lifestyles, in its different colors and fabrics, wore as headdress, combined with a Modest fashion dress, knoted around the neck, on the bag or around the waist.

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My foul’art project involves 4 different themes: fashion, culture, religion and health.
In the fashion environment, the scarf allows consumers of every generation to customize their clothes and to decide their style. Think about the famous Hermès carré, or the latest collection by Dolce & Gabbana, Isabel Marant, Burberry, Balenciaga, just as examples where you can find the foulard as well.
Culturally, in sub-Saharan African countries the scarf is part of heritage, tradition and cultural identity, wore as headdress and a symbol of femininity. According to the manner a scarf is wrapped up, the person conveys an image of herself ,her way of life and her personality. Moreover, in the Japanese culture, the “furoshiki” is the bride veil, and much more cultural occasions are where the scarf plays a main role.
On the social networks, Muslims women brought up to life the phenomenon Hijabista & Turbanista, by showing that wearing a scarf isn’t really a disadvantage, but a choice that can be integrated within fashion and habits; it is part of their everyday life. Last but not least in the health field, scarf represents a nice alternative to conceal hair loss, often complicated to accept during disease. Each women needs to feel her femininity!

Emma’s project is on the line of a fashion and cultural initiative, which bring a great social media impact. As she stated “Every fashion/cultural project refers to dress codes, habits, and cultural practices, which has an influence on how we perceive our environment. Codes that we don’t know can raise our curiosity or can make us worried and influence our relationships in a positive or negative way.”


My Foul’Art represents every woman and also every man around the world, every person willing to build peace and to understand a world through this accessory. It stands for empowered women who are not afraid to stand for their lifestyle.
I am Shahrazad indeed is a great supporter of all these wonderful women!

My Foul’art still has something in store and brand new initiatives to come up..but great surprises cannot be revealed so easily. I can only say we will meet Emma and her team soon, perhaps in a special dedicated event, we definitely won’t miss!
Merci!

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