Interviste

Fatima Z. Habibeddine, fondatrice di Lafinanzaislamica.it

Fatima Zahra Habib Eddine è fondatrice e direttore del nuovo magazine lafinanzaislamica.it. In questa intervista rilasciata alla redazione di “La Finanza Islamica Magazine” spiega le origini del sito internet e perchè è necessario fare informazione sulla finanza islamica in Italia.

Com’è nata l’idea di un magazine sulla finanza islamica?

L’idea nasce da un interesse mio e dei miei collaboratori verso questo settore emergente. Pertanto, dopo diverse riflessioni, abbiamo pensato di coniugare le nostre conoscenze e le nostre esperienze professionali in un progetto editoriale, che renda il lettore italiano più familiare con i principi e la filosofia sui cui si basano l’economia e la finanza islamica, nonché con le tendenze odierne del mercato.

L’intenzione e l’auspicio di lafinanzaislamica.it, è quello di dare un doveroso contributo alla crescita e allo sviluppo del nostro Paese e dei suoi cittadini, nella convinzione che non ci possa essere una prosperità materiale che non passi innanzitutto da un arricchimento culturale e dall’assunzione di tutti quegli strumenti intellettuali utili ad affrontare le complesse sfide del mondo moderno. A chi gli chiedeva se legare il cammello al palo per non farlo fuggire fosse una mancanza di fiducia nella Divina Provvidenza, il Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui) insegnava che l’avere completa fiducia in Dio e il darsi da fare con le proprie forze erano due modi di agire complementari e non contrapposti. Da parte nostra, cerchiamo di fare nostro questo insegnamento.

Perché proprio oggi lanciate questo tipo di iniziativa? E qual è lo scopo del magazine?

La finanza islamica è un settore in forte crescita, soprattutto negli ultimi anni. Si stima che alla fine del 2014 il suo patrimonio finanziario raggiungerà i 2,1 trilioni di dollari americani. Il nostro scopo è di informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di un’apertura del sistema finanziario italiano a questi strumenti.

Il nuovo magazine lafinanzaislamica.it si rivolge ad un solo pubblico musulmano o ad un pubblico trasversale?

Il pubblico al quale ci rivolgiamo è certamente variegato, e non è costituito da sole persone di fede musulmana. Pare, anzi, che l’interesse tra i giovani universitari di qualunque credo sia molto alto, e per questo motivo abbiamo anche pensato di creare una banca dati sul nostro sito, in cui raccogliere le tesi di laurea fino ad oggi svolte sul tema.

Se ti chiedessimo di presentarci in breve la finanza islamica, come ce la descriveresti?

Si tratta di un sistema economico e finanziario basato su principi islamici, che ha come scopo quello di creare benessere e giustizia sociale, condannando la creazione di patrimoni illeciti e incoraggiando la ridistribuzione della ricchezza.

Per quel che riguarda l’evoluzione di questa iniziativa editoriale, quali sono i vostri progetti futuri?

Abbiamo potuto osservare in più occasioni l’interesse dei nostri concittadini verso gli strumenti della finanza islamica. In particolar modo, la recessione economica degli ultimi anni sta spingendo investitori e piccoli risparmiatori a chiedersi se è possibile avere un sistema finanziario più orientato sull’economia reale e meno sulla speculazione, che possa quindi stimolare la crescita individuale e collettiva, creando ricchezza. I punti di riflessione sono tanti, e noi siamo aperti a collaborazioni con gli attori desiderosi di fare questi esperimenti. Ma, pur non escludendo futuri sviluppi, per il momento il nostro rimane un progetto soltanto editoriale.

Per concludere, raccontaci un po’ di te e del perché ti sei interessata alla finanza islamica. Che percorso hai seguito?

Il mio interesse per la finanza islamica nasce durante i miei studi post-universitari a Londra. Lì ho svolto un master in Business Administration all’ESCP-Europe, e tramite la scuola sono entrata in contatto col mondo della finanza convenzionale, lavorando, tra gli altri, ad un progetto di ricerca per la Europe Arab Bank sulla finanza islamica. Da quel momento, ho intrapreso una serie di contatti, in particolare con ASSAIF (l’unica società di consulenza italiana in materia di finanza islamica), che mi hanno permesso di partecipare agli eventi che si svolgevano a Londra sulla finanza islamica e sul Takaful, e di farmi una mia idea su questa realtà. Rientrata in Italia, sono stata assorbita dal mondo del lavoro, dove ho maturato esperienze interessanti in ambiti non finanziari, sia nel settore privato che presso ONG, in particolare le Nazioni Unite e Islamic Relief Italia. Con quest’ultima, ho partecipato nel 2012 all’organizzazione di una conferenza internazionale a Milano sulle opportunità offerte dalla finanza islamica nel creare sviluppo, specialmente in relazione alle comunità svantaggiate. Dopo questa esperienza decisi di incrementare ulteriormente la mia formazione accademica relativa alla finanza islamica, e al momento sto studiando per ottenere una qualifica professionale in Islamic Banking and Finance con l’INCEIF, una business school internazionale con sede a Kuala Lampur, specializzata proprio in Islamic Finance.

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