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L’Afghanistan e la finanza islamica

Reduce da trentacinque anni di conflitto, l’Afghanistan necessita di una ricostruzione complessiva di tutti i settori produttivi, nonostante la scarsità di risorse naturali che lo caratterizza, al fine di creare produttività, opportunità di lavoro e dipendere meno dagli aiuti umanitari, che a partire dal 2001 ammontano a più di 36 miliardi di dollari USA.

L’Afghanistan è uno dei paesi più poveri al mondo, con un PIL pro capite di 528 dollari americani (2010-2011), con più di un terzo dei 29 milioni di abitanti che vive sotto le soglie di povertà, e con un’alta percentuale della popolazione che continua a subire mal nutrimento e cibo ad alto rischio. 

Tuttavia il governo afghano è determinato a raggiungere un livello di auto-sufficienza economica, e non dipendere più dall’assistenza di paesi terzi. Per questa ragione un’attenzione particolare è rivolta al settore privato, e in particolare allo sviluppo del mondo rurale che, secondo le fonti della banca mondiale (2012), rappresenta più del 76% della popolazione afghana, e si estende lungo tutte le 34 regioni in cui il paese è suddiviso.

Che cos’è il programma per lo sviluppo imprenditoriale rurale?

Il Programma Afghano per lo Sviluppo imprenditoriale rurale (AREDP) è stato promosso dal governo dell’Afghanistan a partire dal 2009, e finanziato, tra gli altri, dalla World Bank con 1,76 milioni dollari USA. Il programma ha l’obiettivo di rafforzare il settore privato tramite interventi di formazione, finanziamento e assistenza sia di tipo fiscale che di tipo tecnico e socio-economico. Il fine è quello di sfruttare le risorse locali rafforzandole, per creare opportunità di lavoro, mobilitare i risparmi dei privati e incoraggiare le attività economiche delle piccole e medie imprese rurali.

Inoltre, l’obiettivo dell’AREDP consiste nel fornire agli utenti prodotti finanziari accettabili dalle comunità locali e specifici per il contesto socio-economico del villaggio, nonché rispettabili dei principi di fede della popolazione afghana.

A questo proposito è diffusa, tra gli accademici e i professionisti del settore, la convinzione che la finanza islamica stia giocando un ruolo chiave nel contribuire allo sviluppo delle società a prevalenza islamica, promuovendo un’autonomia economica conforme ai principi sciariatici tra le popolazioni rurali. L’Afghanistan è l’esempio rappresentativo di quanto affermato, poiché la finanza islamica sta giocando un ruolo essenziale per il soddisfacimento della domanda di strumenti finanziari shariah-compliant al fine di raggiungere gli obiettivi di sviluppo prefissi dal governo.

ASSAIF aveva cominciato a operare in Afghanistan nel 2012 con lo sviluppo dell’assicurazione islamica (Takaful) nel paese, affrontando le problematiche del modello operativo, dello sviluppo dei prodotti e della formazione, con una particolare attenzione all’aspetto normativo e di regolamentazione. Si é occupata anche di sviluppare modi di finanziamento islamici da incorporare nel Programma Afgano per lo Sviluppo dell’Impresa nelle Aree Rurali (AREDP). Gli strumenti finanziari shariah-compliant sono, in effetti, considerati particolarmente adatti a garantire il benessere sociale, economico e politico delle società rurali, e a facilitare la fornitura di servizi primari, rafforzare la governance locale e promuovere mezzi di sostentamento sostenibili. Ulteriori informazioni su questo programma sono disponibili qui.

Gli strumenti di finanziamento

Questi sono concepiti per essere conformi ai principi islamici di finanziamento che, tra le altre cose, prevedono un collegamento delle transazioni alle attività economiche tangibili escludendo qualsiasi speculazione finanziaria e non lasciando spazio a eccessive incertezze. Questi modi di finanziamento sono usati soltanto per attività socialmente produttive e sono esenti dall’applicare tassi d’interesse sul denaro.

Nella loro fase di strutturazione essi attraversano un processo comprensivo a fasi che inizia con la fase di sviluppo del prodotto, seguito dalla fase di approvazione da parte delle autorità religiose competenti e, infine, dalla fase di testing, in cui il prodotto viene testato e si stabiliscono dei metri di misura per valutare i risultati. Dopo questa fase viene stabilito un centro scientifico capace di costruire al suo interno le capacità teoriche e tecniche sia sugli strumenti di finanziamento che sulle attività economiche rurali volte allo sviluppo inclusivo e sostenibile delle comunità. Infine, ma non meno importante, segue lo stadio di tessitura di una rete professionale tra gli utenti interessati, che possa abbracciare al suo interno le realtà e gli individui locali che saranno raggiunti dai prodotti sviluppati. Queste fasi sono caratterizzate da un continuo processo di studio e di incontri con le comunità locali, nonché dal coinvolgimento e dalla messa in rete di studiosi della Shariah riconosciuti dalle comunità, aventi le competenze e l’autorità per approvare i contratti stabiliti. Gli incontri con le comunità sono sia di tipo formativo che di tipo assistenziale e di monitoraggio.

Grazie agli sforzi esercitati, nel secondo trimestre del 2013 esisteva già un mercato di modi di finanziamento rurale che consisteva in qualche migliaio di gruppi di risparmio, i quali rappresentavano più di 60 mila membri appartenenti a circa 700 villaggi. Il risparmio complessivo di questi gruppi ha raggiunto quota 107 milioni AFN.

In questa fase di maturità dei progetti sono stati disegnati e implementati anche strumenti di governance e di gestione del rischio con politiche e procedure basate sulla distribuzione della ricchezza nelle comunità in maniera giusta ed equa. Tali strumenti sono stati esaminati dalle autorità religiose competenti e sono state poi racchiuse in un manuale dedicato.

I principi adottati

I contratti sviluppati e approvati sono di due tipi: i contratti di trasferimento di proprietà e i contratti di condivisione di proprietà. Nel primo caso, sono stati realizzati contratti di vendita basata sulla murabaha per l’acquisizione di beni, mentre per finanziare attività agricole e di piccolo commercio sono stati realizzati contratti basati sui concetti di Salam e Salam parallelo. I contratti di istisna’ sono stati creati per la produzione artigianale, la ijarah per finanziare le PMI, mentre la ijarah muntahiya bi-attamlik è stata usata come strumento di leasing.

Nei contratti di condivisione di proprietà, invece, i concetti adottati sono la mudaraba e la musharaka mutanaqisa. Altri concetti sono stati adottati per finanziamenti ad hoc e sono i concetti di wadiah e il concetto di qard al-hassan per i depositi.

Le donne che partecipano a questo progetto rappresentano una percentuale consistente. Esse, infatti, costituiscono il 46% dei gruppi di risparmio, essendo circa 30.000 membri dei circa 60.000 effettivi. Esse partecipano in tal modo al risparmio di 48 milioni di AFN. In generale la loro partecipazione oscilla dal 42% al 51% nelle varie fasi del programma, anche se le PMI guidate da donne restano ancora una minoranza, poco più di una decina rispetto alle 220 interessate dal programma.

C’è da aggiungere che all’interno del programma AREDP c’è un’unità di intervento composta da donne. Il programma ministeriale fornisce pari diritti a uomini e donne nell’accesso ai finanziamenti, e si basa sulla non discriminazione di genere nelle opportunità offerte dal programma.

Le banche Islamiche

Le prime attività bancarie islamiche in Afghanistan sono cominciate a partire dal 2009 per iniziativa delle banche convenzionali, che hanno istituito delle filiali islamiche e che si sono adoperate per offrire anche questa tipologia di servizi finanziari. Si tratta per lo più di servizi di conti correnti basati sulla murabaha, sulla musharaka, sul qard al-hassan e sulla wadiah. Raramente sono investimenti, e in quel caso i concetti adoperati sono la musharaka, la ijarah e la mudaraba. Vengono, inoltre, adoperati anche gli standards AAOIFI per quanto riguarda l’organizzazione e la contabilità finanziaria, al fine di aderire ai principi della Shariah.

Come economia emergente, il retail banking è il segmento bancario più utilizzato, in cui i finanziamenti per la costruzione di complessi residenziali e commerciali, il finanziamento per il lancio di attività imprenditoriali e quelli per le auto sono i prodotti più richiesti.

A partire dal 2011 la Banca Centrale afghana, la Da Afghanistan Bank, si è attivata per introdurre progetti di legge volti a fornire le licenze per banche di natura completamente islamica. Le sfide per il sistema bancario afghano sono numerose e, tra le altre cose, riguardano la bassa percentuale di penetrazione bancaria: infatti si conta che soltanto 1,8 milioni di abitanti sono raggiunti da strumenti finanziari. Per questo motivo i prodotti finanziari shariah-compliant sono visti come un ulteriore strumento per raggiungere un maggior numero di abitanti esclusi.

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