Sociale

Le takaful, ovvero le compagnie assicurative islamiche

Il contratto assicurativo per il mondo musulmano ha rappresentato per parecchio tempo un tabù, perchè secondo l’Islam ogni accadimento della vita umana avviene esclusivamente per il volere di Dio. A tal proposito, torna utile un hadith della Sunna che narra che un giorno il Profeta vide un beduino lasciare libero un cammello e gli chiese come mai non lo legasse. Il beduino rispose che rimetteva la sua fede in Allah e il Profeta gli disse di legare il cammello e poi riporre la fede in Allah.

L’assicurazione islamica, o takaful, conforme alla Shariah, è basata sul concetto coranico del Ta’awon o mutua assistenza ed è ben diversa dal funzionamento dell’assicurazione tradizionale di stampo occidentale. Si basa esclusivamente sulla mutua cooperazione tra le parti aderenti e sull’attività di “donazione”.
Il premio versato, definito Tabarru’, è un’atto di liberalità del contraente e non un obbligo, come avviene per le compagnie assicurative non islamiche.

Tutte le donazioni confluiscono in un fondo comune che poi viene utilizzato in caso di necessità dei contraenti o dei beneficiari indicati contrattualmente. Il takaful offre la protezione dei beni e delle proprietà attraverso una congiunta condivisione del rischio in caso in cui questi si verificasse per uno dei suoi membri.

Lo schema del fondo è quello di un fondo comune d’investimento che presuppone operazioni commerciali con assunzione di rischio imprenditoriale e partecipazione ai profitti e alle perdite (profit and loss sharing), secondo un tasso predeterminato al momento dell’investimento del cliente.

Le compagnie takaful sono sottoposte ai regolamenti del comparto e alla supervisione dello Shariah board, costituito da saggi della legge islamica, che verificano l’aderenza dell’attività ai principi della Shariah.

Il funzionamento prevede infatti che i fondi siano gestiti seguendo i principi Shariah e quindi della finanza islamica, mentre l’extra-performance sarà poi destinata alla copertura delle spese di struttura e di gestione.

I più comuni prodotti takaful prendono il nome di “General Takaful” e riguardano la copertura assicurativa alla proprietà e alla responsabilità civile mentre, meno diffusi per il momento, ma con un forte potenziale, sono i “Family Takaful”, ovvero la copertura di infortuni e assicurazioni sulla vita.

I General Takaful prevedono l’investimento dei premi all’interno del fondo comune, solitamente gestito da una società di gestione del risparmio che trattiene una quota per i costi d’esercizio e destina una parte, in percentuali predefinite, alle società e agli assicurati che durante l’anno non hanno ricevuto indennizzi. Nel caso del Family Takaful” invece, in caso di morte dell’assicurato, la somma versata, a cui va aggiunta una parte degli utili spettanti agli altri partecipanti al fondo, va agli eredi designati. Il cliente di un Family Takaful può ottenere il rimborso del capitale versato al compimento del sessantesimo compleanno, nulla gli vieta però dal continuare a investire.

I contratti di takaful prevedono l’applicazione del modello Wakala e quello di Mudaraba. Nel primo le compagnie assicurative gestiscono il fondo dietro un corrispettivo fissato a priori. Gli investimenti, guidati dallo Shariah Supervisory Board, può generare un profitto che va ripartito tra gli assicurati oppure segna una perdita che spesso può essere coperta dalla compagnia stessa col versamento di un contributo sotto forma di Qard al hassan, prestito senza interessi. Il modello Mudaraba prevede una compartecipazione degli utili o delle eventuali perdite tra sottoscrittori e compagnia assicurativa. In questo caso non ci sono costi fissi per gli assicurati, ma una tabella di ripartizione degli eventuali utili del tipo 5:5, 6:4 o 7:3 nel caso di investimenti più rischiosi della media. Il modello che si sta diffondendo con successo, appoggiato dall’AAOIFI, riguarda però un sistema combinato del modello Wakala e del Mudaraba, il cui funzionamento prevede per le compagnie assicurative una percentuale fissa sull’ammontare dei premi a cui si aggiunge una quota del profitto derivante dagli investimenti del fondo.

 Il principio mutualiastico, alla base del takaful, intende premiare la pluralità e, per tale motivo, ha una forte vocazione etica che sta catturando l’attenzione anche dei clienti non musulmani.

Le assicurazioni tradizionali invece basano il proprio funzionamento sulla raccolta dei premi versati dagli assicurati. La massa raccolta viene reinvestita in attività finanziarie, raramente filtrate tramite principi etici, che possano generare profitto per la compagnia stessa. Il premio è la condizione necessaria perchè l’assicurato riceva una somma prestabilita in caso si realizzi un determinato evento, nel caso in cui invece, non si realizzi l’evento per cui il contraente ha sottoscritto la polizza, lo stesso non riceve nulla. Tale funzionamento dell’assicurazione tradizionale è in pieno contrasto con quanto prescritto dalla Shariah, perchè la compagnia assicurativa produce profitti grazie all’incertezza (Al-Gharar) dell’evento, si basa sulla scommessa che l’evento possa verificarsi o meno in futuro (Al-Maisir) perchè basa il profitto sulla speranza che il monte rimborsi per i sinistri sia inferiore ai premi incassati seguendo la logica della speculazione.

Il mercato del takaful è in forte espansione grazie alla forte domanda di prodotti finanziari Shariah compliant, all’abbondante liquidità sui mercati di riferimento e per la crescita del livello di investimenti diretti dei paesi interessati. Si sta sviluppando con successo in Medio Oriente con una crescita concentrata sul ramo danni. Le aree geografiche con maggiore potenziale sono quelle della Malesia, degli Emirati Arabi Uniti, dell’Arabia Saudita e del Bahrain.

Click to comment

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply

To Top