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L’industria del halal: record di $3,7 trilioni. L’Italia nella top 3 nel settore moda

Per il secondo anno consecutivo il Dubai Islamic Economic Development Center (DIEDC) ha lanciato, in partnership con Thompson Reuters e con la collaborazione di Dinar Standard, il rapporto sullo Stato dell’Economia Islamica Globale (State of the Global Islamic Economy Report).

Novità di quest’anno è l’introduzione del Global Islamic Economy Indicator (GIEI), un indicatore numerico ponderato che si compone di sei indici, che misurano lo sviluppo e la crescita dell’economia islamica attraverso 70 paesi, e analizzano nello specifico questi settori: cibo halal, finanza islamica, turismo, moda, media e intrattenimento, settore farmaceutico e cosmesi.

Il report sottolinea dati importanti a livello di alcuni stati ma anche a livello globale, con un numero impressionante di case studies.

Per lanciare il report, Dubai ha organizzato un evento invitando i principali attori e interlocutori del settore del halal. Con questo evento la città vuole riconfermarsi nel ruolo di incubatore di conoscenze e risorse per il mercato dell’economia islamica.

Alcuni dati importanti pubblicati: il rapporto mostra che il consumo globale dei consumatori di fede islamica per quanto riguarda il cibo, ma anche gli altri settori di consumo halal, è cresciuto del 9,5% rispetto all’anno precedente, e le previsioni annunciano che raggiungerà i 3,7 trilioni di dollari USA entro il 2019.

Per quanto riguarda il settore della finanza islamica, il rapporto stima che gli asset totali raggiungeranno i 4,2 trilioni di dollari americani entro la fine del 2014.

Il mercato del cibo e delle bevande è incrementato del 10% rispetto all’anno precedente, raggiungendo la cifra di 1,3 trilioni di dollari USA nel 2013. Questa cifra rappresenta il 17,7% del consumo globale, che ammonta a 7.302 miliardi di dollari. I paesi nella top 3 del Halal Food Indicator sono la Malesia, seguita dagli Emirati Arabi Uniti e dall’Australia.

Il mercato dell’abbigliamento e della moda, invece, è aumentato dell’11,9% raggiungendo i 266 miliardi di dollari nel 2013. In questo settore ci sono buone notizie anche per l’Italia, che risulta essere tra i primi tre paesi al mondo secondo il Halal Fashion Indicator.

Il mercato del turismo è in aumento del 7,7% raggiungendo i 140 miliardi di dollari, cifra che rappresenta l’11,6% del consumo globale, e che si stima raggiungerà i 238 miliardi entro il 2019. Sebbene l’Arabia Saudita e l’Iran restino le mete preferite dei pellegrini musulmani, è la Malesia, seguita dagli EAU e poi dal Singapore, a essere alla guida del turismo halal, registrando punti di forza che ne annunciano un futuro promittente.

Infine, il report riporta i dati relativi ad altri due settori emergenti: quello dei media e intrattenimento e quello dell’industria farmaceutica e cosmetica. Rispettivamente di 185 e 72 miliardi di dollari, questi due settori registrano i valori più bassi rispetto ai settori sinora visti, ma sono anch’essi in costante aumento.

Le sfide per l’industria del halal rimangono tante, e vanno dalle normative alla supply chain, fino alla segmentazione dei prodotti. Tuttavia i dati mostrano il suo continuo aumento e le previsioni sono ottimiste, vista la crescita economia dei paesi a maggioranza islamica e l’età piuttosto giovane della popolazione.

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