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L’Italia è al centro del turismo mondiale: a Qatar lo hanno capito bene

Il turismo è da sempre un motore propulsivo dell’economia. Non c’è nazione che non predisponga campagne ad hoc per attirare visitatori, e i tour operator cercano sempre di anticipare il mercato, individuando nuove mete e nuovi target. I clienti di fede musulmana sono sicuramente tra questi, considerando che si parla di un mercato che può vantare circa 2 miliardi di potenziali viaggiatori, e che già adesso fa registrare un numero di viaggiatori all’estero intorno alle 800 milioni di unità

La religione, per buona parte delle persone che professano la fede islamica, informa ogni comportamento sociale, e pertanto influenza anche il modo di fare turismo. L’Islam contempla un preciso codice di comportamento da seguire quando si è in viaggio, prescritto dalle leggi coraniche e da intendere in maniera halal, cioè “permessa”.

L’identikit del viaggiatore musulmano è quello di un consumatore di alto profilo, classe sociale medio/alta, e con una propensione di spesa elevata. Viaggia prevalentemente con la famiglia (53% dei casi), con amici (23%), o in coppia (19%), facendo registrare contemporaneamente una permanenza media nella destinazione del viaggio maggiore della media globale.

Per il momento, i viaggiatori di origine musulmana provengono dalle aree mediorientali esportatrici di petrolio, come Arabia Saudita, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Qatar, anche se iniziano a divenire interessanti i flussi da Iran, Indonesia, Turchia e Nord Africa.

L’Europa sta diventando (probabilmente anche beneficiando dei fermenti della primavera araba) una meta molto gettonata. Nella fattispecie, l’Italia è preferita dalle famiglie di standard elevato alla ricerca di luoghi di villeggiatura tranquilli e di lusso, mentre la Spagna è meta gettonata per gli uomini single alla ricerca di divertimento. Non stupisce, quindi, che compagnie aeree come Emirates e Qatar Airways abbiano intensificato i collegamenti con Madrid e Barcellona, e di buon auspicio e lungimiranza potrebbe rilevarsi anche il binomio Alitalia-Etihad.

Inoltre, diverse strutture ricettive in giro per il mondo hanno da tempo intercettato le esigenze dei consumatori musulmani alla ricerca del massimo comfort. In questa ottica si inseriscono le operazioni immobiliari che vari gruppi (soprattutto del Qatar) hanno fatto nel nostro Paese, e che continuano con successo. Un esempio di ciò è Katara Hospitality, colosso specializzato nel settore del turismo e degli alberghi, il quale ha rilevato lo storico Excelsior Hotel Gallia di Milano, inaugurandolo con una veste completamente rinnovata proprio in questi giorni. Operazione che è stata preceduta pochi mesi prima dall’acquisizione a Roma dell’hotel InterContinental De la Ville. Un’altra società del Qatar, il gruppo alberghiero Nozul Hotels & Resorts, ha rilevato per circa 105 milioni il Gritti Palace, hotel simbolo di Venezia. 

Il ribasso dei prezzi immobiliari degli ultimi cinque anni ha reso l’Italia terreno appetibile per i grandi investitori, spinti dal trend positivo del turismo internazionale. L’Italia vanta un clima favorevole per buona parte dell’anno, ed è riconosciuta nel mondo per l’arte, la cultura, il buon cibo, e i grandi marchi di settore. La previsione di crescita dei flussi turistici per i prossimi anni è più che positiva, soprattutto grazie al boom dei “nuovi ricchi” in Asia, e il nostro Paese risulta una delle mete più ambite dove poter coniugare turismo e viaggi d’affari. Insomma, l’Italia piace ai big mondiali del settore, e si preannunciano nuove operazioni non solo da parte dei fondi del Qatar, che peraltro hanno già investito in Costa Smeralda, e nell’operazione Porta Nuova a Milano.

Luigi Santovito

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