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Ramadan: è tempo di musaharati e Zakat!

Tra lunedì 6 giugno e martedì 7 è iniziato il nono mese del calendario islamico e con esso, fino al 5 luglio, il periodo di Ramadan, un periodo di preghiera durante il quale i musulmani si asterranno dal mangiare, dal bere, dal fumare e dai rapporti sessuali dall’alba al tramonto.

Il digiuno potrà essere interrotto solo durante l’iftar, un pasto breve solitamente ricco di zuccheri ( datteri e latte) e vicino alla mezzanotte con una cena più ricca con amici e parenti.

Un’usanza di alcuni paesi del Medioriente nel periodo di Ramadan, è data dalla presenza dei Musaharati in alcuni paesi, suonatori di tamburo che girano per le città.

Prima dell’alba girano i quartieri per svegliare i fedeli musulmani e ricordare loro di consumare il suhur, l’ultimo pasto prima che sorga il sole. Il Corano infatti, nella sura della Vacca, ricorda ai praticanti musulmani che durante il ramadan è possibile mangiare e bere per tutta la notte fino a quanto la luce permetterà  di distinguere un filo bianco da uno nero.

La tradizione del musuharati risale al periodo ottomano e vive ancora in molte città, laddove non è presente, viene per così dire ” sostituita” dalle tante applicazioni per smartphone.

Il periodo del Ramadan, rappresenta non solo il mese del digiuno ma anche della generosità e delle opere verso i bisognosi. Il Ramadan viene spesso scelto infatti da molti musulmani per effettuare il versamento annuale della zakat, l’imposta coranica che è di vario tipo. “Zakat al-mal”, cioè quella relativa alle ricchezze possedute in eccesso, ovvero quelle rimaste inattive per un anno intero (risparmi), corrispondente all’incirca al 2.5% del valore . Sono escluse dalla “zakat al-mal” le risorse finanziarie attive, quelle cioè utilizzate nella produzione, nel commercio, gli immobili commerciali e residenziali impiegati effettivamente.

Esiste poi la “zakat al fitr”, una purificazione per il musulmano che digiuna, che si purifica dal cattivo comportamento e  corrisponde nella donazione di cibo per i poveri. E’ accettata e riconosciuta come zakat se donata prima della preghiera della festa di fine Ramadan, se invece la consegna avviene dopo si tratta di semplice carità (sadaqa).

Dopo il tramonto della notte che precede il giorno della preghiera a conclusione del mese di Ramadan, ogni persona adulta e sana, dovrà donare per sè e per tutte le persone che dipendono da lui, tre chili di grano, orzo, riso, datteri o altro cibo simile o, se fosse impossibilitato, il loro valore in moneta.

Non vi sono regole universali sulla tipologia di cibo da donare, solitamente si dovrebbe donare il tipo di cibo che si consuma a casa propria.

E’ bene donare la zakat nella propria zona di appartenenza o nel proprio paese. In caso contrario, è possibile versare la zakat altrove.

Ognuno può decidere a chi destinare la zakat, ma può destinarla solo a poveri che non appartengono alla propria prole, del cui mantenimento è obbligato naturalmente dalla Shariah. Non la si potrebbe destinare quindi ai propri genitori anziani, figli e mogli. E’ possibile eventualmente consegnare la zakat (in beni o in valore) al proprio centro islamico oppure a qualche associazione umanitaria

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