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Senza un preavviso, un fischio di inizio, un preambolo eloquente, arrivano le settimane in cui la valigia deve essere fatta e svuotata, rifatta e risvuotata. Si prendono treni, aerei, car sharing, car pooling e via dicendo per raggiungere la destinazione desiderata o semplicemente la tappa obbligata. Adoro guidare, nella vita precedente in Inghilterra il fine settimana prendevo l’auto e macinavo chilometri, andando a visitare cittadine e quartieri che un semplice turista non si sognerebbe neanche. Tuttavia il piacere di guidare non si concilia con la lettura, che spesso in aereo o in treno accompagna i miei itinerari. Con mia madre abbiamo l’abbonamento ad una rivista di moda e per scegliere quale fosse quella più adatta ai nostri gusti, ci siamo dedicate a una ricerca tipo “business analysis” . Surfando sul tablet alcune riviste, mi sembra che alcuni argomenti presentati a volte siano ripetitivi, non mi ritrovo , cerco qualcosa di diverso, qualche storia che mi appassioni. Non mi piace mangiare veloce e lo stesso vale per la lettura: voglio qualcosa che mi prenda per il polso mentre cerco di scappare via, che mi faccia sedere sulla poltroncina e mi racconti quello che ha da dire, prendendo totalmente il sopravvento sulla mia attenzione.
Nonostante legga più o meno tutto di quello che mi capiti sottomano, capiterà di notare che molte riviste ripetono tutte la stessa cosa, forse spostano solo la bussola, ma alla fine la destinazione finale rimane quella. E se qualcuno avesse bisogno di qualcosa di diverso?
Nelle prossime settimane possiamo avventurarci nella Indonesian e Arabic Fashion week, dove i tipi di abiti e stili che verranno presentati saranno in qualche modo differenti da quelli visti nelle settimane della moda milanese, francese e londinese. Eppure ci sono comunità che vivono a Milano, Parigi, Londra che provengono dai paesi del Sud est asiatico, che sono legati alle tradizioni, alla loro cultura e che sono altresì appassionati di moda.
Così scopro che a maggio 2016 prenderà il via una nuova rivista, Cover, una sorta di Vogue del Modest Fashion, dove i temi trattati spazieranno dalla bellezza, tendenze, fino al lifestyle, sempre modest e che coinvolgerà tutti i paesi del mondo. Non a caso l’editor in chief sarà a rotazione, in modo che le expertise di portavoce differenti possano alimentare, in modo sempre diverso, i contenuti proposti. Non quindi una sola voce, ma diversi punti di vista per arricchire un lifestyle e un tipo di moda che solo di recente sta emergendo. Il modest fashion parte dall’Indonesia, per attraversare l’Arabia Saudita, ma tocca anche gli Stati Uniti e l’Europa. Sia ben chiaro che non stiamo parlando di abiti monocromatici, perché indossare un abito modest vuol dire puntare sul tessuto, sulla sua larghezza e lunghezza, sul suo messaggio di “farsi avvolgere”, non dimenticando che arriva sempre la primavera a riempire i nostri sguardi con i suoi colori.
La prima uscita di Cover sarà nelle mani dell’editor Franka Soeria, già nel team per la preparazione di un primo importante evento che si terrà tra qualche mese, quasi in concomitanza con l’inaugurazione della rivista. Ma non possiamo proprio svelare tutto oggi..
A supportarla ci sarà Roshan Isaacs, già IFDC country manager per l’aerea Sud Africa e figura di spicco nella realtà sudafricana per la coordinazione di iniziative a sostegno della diffusione di talenti nell’ambito del design e la moda modest. Piattaforme, social, eventi, tutti i motori di comunicazione sono accesi e in fase di decollo.
Resto sempre dell’idea che la curiosità e la ricerca portino le nostre menti a dare vita a dei progetti incredibili, l’importante è non prendere la solita via a senso unico, ma mettersi in viaggio, macinare chilometri e andare dove forse pochi si avventurano.

Per saperne di più e curiosare sulla nuova rivista modest, mettetevi comodi a scoprire il sito del Islamic Fashion and Design Council

Photo credit: IFDC website

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