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World Hijab Day

In questo primo lunedì di Febbraio viene celebrato, per la quarta volta dalla sua nascita, la giornata mondiale del Hijab.
Istituita nel 2013 da una giovane donna del Bangladesh residente a New York, questa giornata si fa portavoce di un simbolo di tolleranza, di accettazione di culture diverse , di un dialogo oltre i confini della religione, all’interno di una realtà dove la diversità spesso non viene ammessa.
L’hijab agli occhi di chi non sa cosa sia , né cosa significhi , viene visto come simbolo di segregazione e oppressione. La curiosità per la moda medio orientale mi ha portata a cercare, a leggere attentamente, a porre domande dirette alle persone, a capire quello che non era chiaro nella mia mente, a conoscere quello che ancora mi era ignoto.
Così mi sono avventurata e i social network mi sono stati d’aiuto. Sono approdata a conoscere una comunità di giovani donne, seconda generazione del mondo medio orientale che si sono riunite per creare un network che le rappresenti, in cui esprimere la propria voce, le loro idee e condividere uno stile di vita, una cultura.
Questa piccolo gruppo si siede sotto il nome di Alqabila, che in lingua araba richiama il senso di comunità. Per celebrare l’hijab day si sono impegnate nel creare un contest di racconti in cui ognuna doveva esprimere il significato che questo , che non è solo un capo di abbigliamento, rappresenta per loro. Di testi ne hanno scritti, ognuna una pagina fitta di righe in cui le parole che risaltano sono amore, libertà, coraggio, accettazione, scelta, forza. Soprattutto questa ultima parola, la forza, viene usata dalla vincitrice di questo contest, una giovane donna che vive a Firenze di nome Sara Benedetti.
La forza le è arrivata anche grazie al sostegno di una amica italiana, non musulmana, che come donna ma soprattutto amica ha sentito la necessità di sostenerla, di sfatare le sue paure, perché ad esprimere la propria personalità e la dignità come donna non bisogna avere alcuna paura. Il testo di Sara, nella pagina Facebook di Alqabila.

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